Caro affitti e universita: la crisi degli spazi dello studio
A Bologna un posto letto in doppia camera costa in media 650 euro al mese. A Milano si arriva a 900. A Roma a 750. I numeri raccontano una crisi silenziosa che sta ridisegnando chi puo permettersi di studiare in Italia.
Nella primavera del 2023 le tende degli studenti comparse davanti alle sedi universitarie di tutta Italia non erano un gesto teatrale pensato per i telegiornali. Erano la risposta concreta a un problema che gli studenti vivono da anni: trovare casa in una citta universitaria e diventato economicamente insostenibile per larghe fasce della popolazione giovanile italiana.
Il gesto delle tende aveva una sua eleganza simbolica: chi non riesce a pagare l’affitto porta la propria casa davanti all’universita che frequenta. Ma oltre il simbolo c’e una realta numerica che vale la pena guardare con attenzione, perche dietro quei numeri ci sono scelte di vita che cambiano destini individuali e, in aggregato, il profilo sociale di un paese intero.
I dati della crisi
Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale per il Diritto allo Studio (2025), il canone medio per uno studente fuori sede nelle sei principali citta universitarie italiane e aumentato del 28% tra il 2019 e il 2025. Un aumento che non ha nessuna corrispondenza nell’andamento dei redditi familiari, cresciuti nello stesso periodo in media del 6%.
A Milano un posto letto in appartamento condiviso nel centro o nelle zone ben collegate costa oggi tra 750 e 950 euro al mese. A Bologna si parte da 550 per arrivare facilmente a 750. Roma presenta una situazione fortemente differenziata per quartiere: dai 600 euro del Tiburtino ai 900 di Trastevere.
Per capire cosa significano questi numeri nella vita reale, bisogna metterli in relazione con i redditi medi delle famiglie italiane. Una famiglia con reddito annuo di 35.000 euro lordi - circa il 50esimo percentile - non puo sostenere un affitto di 700 euro al mese per un figlio studente senza che questo rappresenti una quota enorme del reddito disponibile. Aggiungendo vitto, trasporti, libri e tasse universitarie, si arriva facilmente a 1.200-1.400 euro al mese: quasi 15.000 euro all’anno.
Le cause strutturali: non solo Airbnb
Il dibattito pubblico tende a concentrarsi su un unico capro espiatorio: Airbnb. E vero che la crescita delle piattaforme di affitti brevi ha sottratto alla locazione tradizionale decine di migliaia di appartamenti. A Firenze la percentuale di abitazioni nel centro storico destinate ad affitti brevi e passata dal 3% del 2016 al 14% del 2024.
Ma ridurre tutto ad Airbnb e una semplificazione. Ci sono almeno altre due cause strutturali. La prima e la carenza cronica di alloggi pubblici: il sistema delle residenze universitarie pubbliche in Italia conta circa 55.000 posti letto per 1,9 milioni di studenti fuori sede. Un rapporto di 1 a 35, tra i peggiori d’Europa - in Germania e 1 a 9, in Francia 1 a 12.
La seconda causa e la concentrazione geografica dell’offerta universitaria di qualita. Le facolta piu richieste si trovano in poche grandi citta. Uno studente di Reggio Calabria che vuole frequentare il Politecnico di Milano non ha alternativa: deve trasferirsi a Milano e pagare i prezzi di Milano.
L’impatto sulla mobilita sociale
Il dato che dovrebbe preoccupare di piu riguarda la mobilita sociale. I dati Istat mostrano che la percentuale di studenti provenienti da famiglie con reddito equivalente inferiore a 15.000 euro annui che si iscrivono a universita fuori dalla propria regione di residenza e scesa dal 33% del 2014 al 21% del 2024. Un calo di dodici punti percentuali in dieci anni.
Questo significa che una parte crescente dei giovani provenienti da famiglie a basso reddito sceglie di non spostarsi, iscrivendosi a universita locali anche quando queste non offrono i percorsi formativi piu adatti ai loro interessi. Oppure rinuncia del tutto a proseguire gli studi dopo il diploma.
Il merito, principio formalmente fondante del sistema universitario italiano, si scontra con una barriera economica che lo svuota di significato. Non importa quanto sia bravo uno studente: se la sua famiglia non puo permettersi di mantenerlo fuori sede, la sua traiettoria formativa e condizionata non dal suo talento ma dalla geografia e dal reddito familiare.
Le risposte istituzionali
Il fondo straordinario per il diritto allo studio di 660 milioni di euro stanziato nel 2024 e destinato principalmente alla costruzione di nuovi posti alloggio per studenti. E la risposta corretta nel lungo periodo: aumentare l’offerta pubblica e l’unica soluzione strutturale. Ma la costruzione di nuovi edifici richiede anni, e nel frattempo gli studenti devono trovare un posto dove dormire oggi.
Sul versante fiscale, il governo ha introdotto incentivi per i proprietari che affittano agli studenti a canoni calmierati - cedolare secca ridotta, esenzione dall’IMU - ma l’adesione e stata finora limitata.
“Il problema non e solo economico. E di visione. Un paese che non investe nel diritto allo studio di tutti i suoi giovani sta ipotecando il proprio futuro.” - da un’audizione parlamentare, marzo 2025.
L’Italia ha bisogno di piu medici, piu ingegneri, piu ricercatori. Non puo permettersi di selezionare chi diventa medico o ingegnere sulla base del codice postale di provenienza e del reddito dei genitori. Ogni studente che rinuncia a spostarsi per studiare e una perdita collettiva che nessun calcolo economico riesce a quantificare completamente.
Per una mappa aggiornata dei canoni medi nelle principali citta universitarie, Studenti.it offre uno strumento utile per orientarsi prima di scegliere dove iscriversi. Per i nostri approfondimenti sul mondo accademico italiano, consulta la sezione Universita.